Appuntamento oggi, giovedì 13 febbraio alla Libreria Goldoni di Venezia, per dialogare con due studiose, Francesca Di Gioia, docente di Storia dell’Arte, Anna Alberati, bibliotecaria alla Biblioteca azionale Marciana e una giornalista, Elisabetta Rossi, a proposito di un personaggio dell’Arte veneziana nel XVI secolo, Andrea Meldolla detto Schiavone. Un artista a tratti misterioso al quale la Di Gioia dedica un saggio introdotto dal Cardinale Gianfranco Ravasi. L’autrice affronta un tema difficile, misterioso, lontano. Di quello che lei definisce “un caso straordinario”. Nel suo libro “Andrea Meldolla fecit”, la Di Gioia porta in scena l’artista, nato a Zara tra il 1510 e il 1515, che con diversi mezzi incisori si fece interprete precoce del “vento della maniera” a Venezia.

L’autrice lo fa sempre con la curiosità che la contraddistingue, con l’onestà intellettuale che le è propria e lo sguardo disincantato di chi si è occupata degli enigmi della storia dell’arte, dell’uomo. Inoltre, grazie alla sua notevole capacità divulgativa, nel saggio ci trasporta non solo alla scoperta delle opere del Meldolla, conservate in raccolte grafiche, pubbliche e private, in Italia e all’estero ma anche nella dimensione privata di un uomo di cui si sa poco e tanto, tutto e il contrario di tutto. E che ha ancora molto da raccontare.

Il libro analizza l’opera di Andrea Meldolla partendo dalla formazione artistica per concludersi con le grandi commissioni degli anni ’50 che lo videro operoso fino al 1563, anno della morte. La sua storia pittorica e di prolifico disegnatore, è qui tratteggiata in filigrana rispetto alla carriera da incisore. Attraverso il corpus di stampe che si conserva nelle collezioni romane, si è letta una esperienza di sperimentazione tecnica e di innovazione formale che fa assurgere lo Schiavone a protagonista della storia dell’incisione italiana, riportando alla luce l’unica lastra, ad oggi conosciuta del Meldolla: un rame con una Natività dal Parmigianino, conservata nelle collezioni dell’Istituto Centrale per la Grafica di Roma che chiarisce in modo definitivo i punti relativi alla sua pratica incisoria.

Francesca Di Gioia, docente Storia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Venezia, si laurea con lode in Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università “S. Orsola Benincasa” di Napoli, discutendo una tesi su “Le stampe di Andrea Schiavone nelle collezioni romane”.