La «Concord Orchestra» è una giovane orchestra sinfonica che non teme la sperimentazione e avanza imperterrita sulla strada del successo. È stata fondata nel 2015 a San Pietroburgo da Fabio Pirola, un giovane e talentuoso direttore d’orchestra italiano. Oggi, a distanza di pochi anni, si può dire che il gruppo sia riuscito a elaborare uno stile unico nel suo genere, che gli dà una marcia in più, e che forse gli permetterà di riservarsi una propria nicchia nell’olimpo musicale a metà tra lo show business e la musica sinfonica.

Un anno esatto è il tempo che i fondatori dell’orchestra hanno impiegato per mettere insieme il repertorio, costituito da brani leggendari dei gruppi rock come Metallica, Linkin Park, Rammstein, Scorpions, Survivor, The Beatles, Led zeppelin, Nirvana, Aerosmith, Depeche Mode, Europe, Steve Vai, Queen, Status Quo, Bon Jovi, Muse, Maroon 5, AC/DC e arrangiare le hit per l’orchestra sinfonica classica. Anche la scelta degli artisti da schierare nella «Concord Orchestra» non è stata semplice.

Infatti, oltre alle ottime competenze professionali, sono necessarie qualità insolite per gli artisti di stampo classico, vale a dire la capacità di ballare sul palco, suonare senza spartito e, cosa forse più importante, una propensione alla sperimentazione e a sostenere tournée dai ritmi folli, nonché un desiderio di creare qualcosa di nuovo. Un compito arduo per il giovane direttore d’orchestra Fabio Pirola, ma perfettamente riuscito.

Dopo aver messo a punto lo spettacolo «Rock-hits sinfoniche», la «Concord Orchestra» è partita per un grandioso tour in giro per la Russia. Quarantatré città russe sono le tappe della loro tournée. Ogni giorno la «Concord Orchestra» tiene un concerto in una città diversa. Considerando le distanze, si può immaginare quale sia il carico fisico ed emotivo per i musicisti. D’altro canto, gli spettatori russi hanno apprezzato a dovere l’approccio innovativo di Fabio Pirola con l’ideazione dello show «Rock-hits sinfoniche», visto che ogni concerto è accompagnato da una standing ovation e da parole entusiaste di apprezzamento sui social networks.

L’esibizione della «Concord Orchestra» difficilmente si può definire un concerto. Si tratta piuttosto di un insolito, ma incantevole spettacolo, in cui il suonare dell’orchestra è accompagnato da effetti dinamici di luce, e gli stessi musicisti e il direttore d’orchestra sono in continuo movimento. Il poderoso suono degli strumenti è nelle mani di musicisti professionisti: i dolci violini, i suoni duri delle viole, la potenza del contrabbasso, il timbro jazz dei sassofoni, la grinta rock ‘ n ‘ roll delle chitarre e dei tamburi. In quell’istante, quando vedi Fabio Pirola dirigere gli artisti durante lo spettacolo «Rock-hits sinfoniche», nasce la sensazione di aver assistito a qualcosa di assolutamente incredibile. Il modo in cui gestisce la scena, non è soltanto straordinaria energia, carisma e musicalità, ma anche la materializzazione di una concezione dell’attività di direttore d’orchestra completamente nuova. Tutto questo dà al pubblico un’impressione quasi fiabesca. Alcuni brani sono accompagnati da elementi di spettacoli teatrali, e questo li rende particolarmente memorabili. Volendo esprimere un giudizio, mi hanno colpito le cover di «Behind blue eyes» dei Limp Bizkit e di «Enjoy the silence» dei Depeche Mode in versione «Concord Orchestra».

«Rock-hits sinfoniche» non è l’unico spettacolo dell’orchestra. Ci sono anche «Tango di passione di Astor Piazzolla», che esce nel mese di febbraio e dedicato a tutti gli innamorati, e «ballo candido come la neve di Johann Strauss» previsto per le feste natalizie.

Abbiamo chiesto al direttore della «Concord Orchestra», Fabio Pirola, la gentilezza di rispondere alle nostre domande:

Partiamo da lei, Maestro, come ha fatto un milanese ad arrivare in Russia?

La prima volta in Russia è stata con la mia famiglia, per fare il classico viaggio culturale di sette giorni tra San Pietroburgo, Mosca e le città dell’anello d’oro. Successivamente venni a San Pietroburgo in occasione del mio primo master class di direzione d’ orchestra con il maestro Jorma Panula. La città mi piacque molto e in qualche modo capii che quella, non sarebbe stata l’ultima volta.

Ha sempre sognato di diventare Direttore d’orchestra? Quando e come ha capito che quella sarebbe stata la sua strada?

No, non ho mai sognato di diventare direttore d’orchestra. È stata una scelta consapevole ma successiva. Solo dopo essermi diplomato in violino e dopo aver lavorato alcuni anni come professionista, ho capito che potevo dare molto di più, e che in realtà, la direzione d’orchestra era la mia strada vera.

Come nasce l’idea della «Concord Orchestra» e perché la scelta è ricaduta su questo nome?

Concord nasce dalla parola concordia, ossia armonia. In questo caso si intende che una formazione sinfonica possa eseguire un qualsiasi tipo di repertorio, come ad esempio il rock. Credo che l’idea della concordia sia molto importante, soprattutto in questo periodo storico molto turbolento e irrequieto.

In che anno si è formata la «Concord Orchestra»?

Ora si sta concludendo la seconda stagione dell’orchestra. I primi concerti sono stati nella primavera 2016. Da allora la prima stagione (2016/2017) e poi un vertiginoso e fortunato crescendo di musica e di impegni.

L’orchestra è composta da un numero abbastanza cospicuo di musicisti, che oltre a dover dimostrare una perfetta padronanza del proprio strumento, devono anche avere una certa dimestichezza con il ballo e una notevole scaltrezza sul palco, caratteristiche non scontate in un musicista di un’orchestra sinfonica classica. Quali sono i criteri per selezionare i membri del suo team?

In Russia ma anche nel mondo, al momento non esistono musicisti con questo tipo di formazione. Durante il casting seleziono quindi musicisti che amano questo tipo di esecuzione e che già hanno un talento, una naturale predisposizione. Successivamente il mio lavoro, non è solo di direttore d’orchestra ma anche di psicologo, allenatore e di coreografo per sviluppare sempre di più nei musicisti il senso cinestetico ed empatico, fondamentali per questo tipo di spettacolo.

La vostra tournée in Russia è davvero molto intesa: ogni giorno una tappa diversa e ho letto che gli spostamenti avvengono sempre in autobus. Quali sono le città o i paesaggi che l’hanno maggiormente colpita? E quali differenze nota nel pubblico?

La città di Rossosh, dove ho visitato un museo della seconda guerra mondiale. Mi sono veramente commosso a vedere i resti militari degli Alpini, e a pensare ai 100000 caduti italiani in terra russa. Ricorderò per sempre nel centro della città, accanto a un nuovo asilo nido costruito e donato dagli stessi alpini italiani ai russi, il monumento russo dedicato agli alpini, dove sta scritto: “Da un tragico passato, un presente di amicizia per un futuro di fraterna collaborazione”!

Il pubblico delle città di provincia è molto passionale e caloroso, quello delle grandi città molto scrupoloso ed esigente. Molto diversi.

Come trova la concentrazione quando è in tournée?

Nel 2000 in Italia, ho partecipato al mio primo training sull’ “Allenamento del musicista” tenuto dal prof. Marco Brazzo. Da allora ho sempre cercato di praticare, accanto a una preparazione musicale, anche una continua preparazione psicologica. Questa è fondamentale soprattutto quando si deve vivere una vita intensa e frenetica.

Ci descriva una sua giornata tipo.

Sveglia alle 7 di mattina, 8 colazione, 5/6 ore di trasferimento in autobus, pranzo, sound-check, prova, spettacolo, cena e trasferimento in albergo.

È difficile coordinare una squadra così numerosa? Si creano momenti di tensione, considerato anche lo stress quotidiano, oppure prevale sempre l’armonia?

Assolutamente molti momenti di tensione e di nervosismo; tuttavia significano che il gruppo è fatto da persone vive. Bisogna semplicemente sapere canalizzare questa energia in modo costruttivo e per questo serve una solida preparazione psicologica.

Immagino che ogni teatro abbia una propria acustica, una propria strumentazione, i propri spazi sul palco, si è mai trovato davanti a una situazione inaspettata che avrebbe potuto compromettere la riuscita dello spettacolo?

Certo, bisogna sapersi adattare e ottimizzare lo spazio. Sviluppare il senso cinestetico ed empatico è fondamentale. Solamente in questo modo è possibile risolvere senza panico ogni situazione. Dal punto di vista tecnico, situazioni davvero molto diverse ma i nostri tecnici hanno ormai un’ottima esperienza.

Quale aspetto della Russia l’ha colpito maggiormente?

Tantissime bellissime ragazze! Quando ti regalano i fiori ai concerti!

Inoltre amo osservare la natura. Vedere enormi spazi incontaminati per me è sempre una cosa speciale.

In quale città russa vivrebbe e quale invece consiglierebbe da visitare come turista?

Vivrei e vivo molto a San Pietroburgo. Come turista, suggerisco la profonda Russia naturale e sicuramente in treno, la transiberiana.

In quale città russa non è mai capitato? (cosa che mi sembra impossibile visto le tappe del vostro tour)

Purtroppo conosco poco la Siberia. Dovrei visitarla in tour con l’orchestra la prossima primavera 2019. Non vedo l’ora! 

Come se la cava con il russo?

Capisco quasi tutto ma vorrei parlare meglio e declinare tutti i casi e coniugare correttamente tutte le forme verbali. Ci vuole ancora un po’ di tempo.

Hobby?

Amo il mare e la barca a vela.

Quali sono le differenze più significative tra Italia e Russia nel suo campo?

In ambito musicale in Russia c’è ancora l’entusiasmo che c’era in Italia negli anni ‘70/’80. Tuttavia si sente che le cose stanno cambiando in fretta. Spero davvero che qui in Russia sappiano saggiamente affrontare il profondo cambiamento che si prospetta nei prossimi anni.

Pensa sarebbe difficile proporre il medesimo programma di spettacoli a un pubblico italiano?

Assolutamente! Si dice che il gusto del pubblico italiano sia il più difficile e capriccioso al mondo. Tutti i producers e agenti con i quali ho parlato, anche italiani, hanno veramente notevoli difficoltà a lavorare in Italia negli ultimi anni.

Dal suo curriculum vedo che ha lavorato in tutto il mondo. Oltre alla Russia, Germania, Stati Uniti, Gran Bretagna, Bulgaria e persino Oman. Quale di queste esperienze reputa maggiormente formative?

A livello formativo, considero la Russia e particolarmente San Pietroburgo, senza ombra di dubbio, la città più significativa. Sicuramente vale la pena viverci alcuni anni!

Cosa consiglierebbe a un giovane che vuole intraprendere una carriera da Direttore d’Orchestra?

È una professione d’élite, riservata a pochissimi e inoltre nei prossimi anni è una professione che vivrà dei profondi cambiamenti. Serve molta passione e molta forza di volontà.

Progetti per il futuro?

Nuovi spettacoli, tour in Europa e Cina. Incrociamo le dita e speriamo che vada tutto bene.