Nella foto: Francesca Mann

Nella foto: Francesca Mann

La ballerina polacca Francesca Mann di 23 anni si trovò negli spogliatoi delle camere gas assieme alle decine di altre donne ebree, ma decise di non morire così facilmente. Questa storia è confermata da un comandante di Auschwitz e da un membro sopravvissuto del comando Zonder.

Le donne si toglievano frettolosamente vestiti, magliette, calze e Francesca, pensierosa, si spogliava molto piano.  Le guardie non le riuscivano a togliere gli occhi di dosso. Avendo deciso che non aveva piu’ nulla da perdere, Francesca iniziò a ballare lo streaptease lento, buttando per terra un indumento dopo l’altro.

Le sue mosse ipnotizzavano le guardie. Quasi totalmente svestita, Mann gettò in faccia a uno dei tenenti la scarpa col tacco alto, mentre lui si asciugava il sangue e caricava la pistola, ma Francesca riuscì a strappargliela. Scaricò due colpi nella pancia di una guardia della SS che le stava accanto, Josef Schillinger, era un sadico, uno dei peggiori di Auschwitz. Un altro colpo prese alla gamba il tenente. Questa sparatoria spinse le donne dello spogliatoio- iniziò la lotta disperata per la vita. A un altra guardia staccarono il naso a morsi, a un altra ancora riuscirono a togliere in parte la pelle dal capo. Le guardie ferite furono portate fuori, il comandante Zonder ordinò di  chiudere a chiave lo spogliatoio e fucilare attraverso le mura le donne per spegnere  rivolta improvvisa. Così la ballerina aerea, senza aver voluto, diede a tutti i vivi una lezione importante- anche se la guerra per la vita non sta per finire a vostro favore, c’è sempre un’altra battaglia- per la morte dignitosa.