Da Stanze dell’attesa in L’oscuro di ogni sostanza, 2017

IX

La nona stanza una variazione
inconcludente, le parole
che sul principio di settembre
mi disse un poeta tranciando
una sigaretta, sedendo
in zone sicure attrezzate
ai bordi del fuoco: «Guardalo
bruciare, non viverci dentro;
l’onda sporca rapinosa
oltre i pali di cemento.»

La nona stanza un ricordo,
un mutamento… Buttare via
nomi elenchi memoria.
Con i vili non far tregua
non ti far servo dei servi
di un dio che accumula e spegne.
Con te tutti i fabbri migliori,
Shelley Foscolo Keats…

X

Un cielo curvo, terrigno,
nell’aria ferma un filo
di fumo dai gasdotti,
dai comignoli spiantati.
Acqua che ristagna in putredine
come il denaro, il sangue
in cuore a Scàrpia, che affonda
tra le mani nella carne una lama,
un desiderio. Più materia…

Più materia di sogni l’acqua,
malia di un canto,
lingua muta questa sera nel dirti
di gechi lunari sulla terrazza
fermi come noi all’agguato,
di un dio più piccolo,
più triste di noi, un dio
di alghe rugginose, di vetri
opachi contro i pali infraciditi…

Figure nere e bianche
affiorano dal lago, avanzano
pesanti nell’aria insonne
fino al centro della scena.
Quel cielo curvo e feroce…
e tu che non vuoi un altro
che ti cada tra le braccia,
nel caos di un’altra sera
come questa… (come Tosca…)

Francesco Macciò

 

Francesco Macciò scrittore, saggista vive a Genova. Sotto pseudonimo ha pubblicato il romanzo Come dentro la notte (Lecce, Manni, 2006): “un bellissimo libro, coinvolgente, alto, misterioso, intriso di una idea forte, problematica e nobile di letteratura” (Giuseppe Conte), «il notevolissimo merito di Come dentro la notte è la reinvenzione del genere narrativo, tanto usurato soprattutto negli ultimi tempi» (Giorgio Bárberi Squarotti). Ha curato il volume di studi su Giorgio Caproni Queste nostre zone montane, con introduzione di Giovanni Giudici (Genova, 1995). Libri di poesia: Sotto notti altissime di stelle, prefazione di Luigi Surdich, La Spezia, Agorà, 2003 / Matisklo, 2013, introduzione di Mirko Servetti; L’ombra che intorno riunisce le cose, Lecce, Manni, 2008; Abitare l’attesa, prefazione di Gabriela Fantato, Milano, La Vita Felice, 2011 (finalista Premio Volterra Ultima Frontiera 2012, finalista Premio Internazionale Mario Luzi 2014/2015), L’oscuro di ogni sostanza (prefazione di L. Surdich, La Vita Felice, 2017). Ha vinto il Premio “Cordici” di poesia mistica e religiosa (2009) e il “Satura città di Genova” (2012). È direttore artistico del Festival Torriglia In Arte e promotore della rassegna Incontri con gli scrittori presso il Liceo Sandro Pertini di Genova. Attualmente sta collaborando con alcuni musicisti alla registrazione di un CD di brani musicali da lui composti.