LE LABBRA DI SOCRATE

Apparire

In vesti candide

Catramanti

In aprile

Dolcemente coricarsi

A notte fonda

Fino all’alba del

Prossimo secolo

E contare in successione

Numerica

Con Fibonacci

In aurea dettatura

Il sorriso del sole

É qui

Con aria

E polmoni spalancati

É qui con i pensieri

Disintegrati

Le invettive scintillanti

Ingenuamente atroci

Il senso stanco

E nuovo dell’addio

Con i suoi

Alambicchi colmi

Il liquido fatale

Decisivo

Che toglie ogni dubbio

E sostanziale attesa

Nel suo essere verde

E ambra

In alleanza occludente

E fascinosa

(Malgrado te)

La vita è periodica

E poliedrica

Nella sua classicità

Il suo più alto

Sentimento

É fuorilegge

Sempre

E gli allegati ormai

Confondono gli eventi

Estranei ad ogni archivio

Ad ogni luna che rinnova

Il suo puntuale chiarore.

É già trascorso il tempo

Biblico

La polvere stellare

Ha ormai azzerato

Le coscienze

E i sogni affastellati

Si riversano

Nell’indifferenziata

Requisitoria

Depositata e scritta

Sulle tue labbra.

Da Altramarea, la lunga notte della poesia. Gian Luca Cupisti, maggio 2018.