Oggi facciamo una chiacchierata con un viaggiatore incallito che ha visitato in lungo e in largo la Russia ed esplorato molti luoghi sconosciuti ai comuni turisti.
Ciao Luca, spiega ai nostri lettori di RussiaPriviet chi sei e cosa fai? Potrei definirmi semplicemente un viaggiatore, ma in realtà sono un appassionato di geografia, storia, cultura, politica dei luoghi che visito e dai quali provo a trarne l’essenza più diretta. Non mi accontento di quello che leggo o che ascolto ma sono interessato ad avvicinarmi il più possibile alla realtà locale, possibilmente senza intermediazioni indirette. In questo modo riesco anche a valutare i luoghi e le situazioni alle quali assisto da un punto di vista diverso. Diciamo che viaggiare, per me, non è solo fotografare i monumenti o visitare i siti più turistici. Viaggiare è anche infiltrarsi nella realtà delle cose e indagare tra le opinioni della gente.

Quando hai visitato per la prima volta la Russia e quali differenze hai riscontrato rispetto ad oggi? Più che solo alla Russia in senso stretto, ho iniziato ad avvicinarmi a tutti i paesi che componevano la CSI circa 15 anni fa, attirato dalla voglia di scoprire questo mix di storia, tradizioni, culture che hanno legato per decine di anni questa vasta area che va dall’ Europa all’ Asia. In questi anni, viaggio dopo viaggio e tornando spesso anche negli stessi posti, ho vissuto il cambiamento quasi in prima persona. A volte a distanza di pochi mesi il posto nel quale tornavo non era già più lo stesso. In generale, la globalizzazione, l’ apertura delle frontiere, le odierne più semplici opportunità per poter viaggiare hanno naturalmente portato enormi cambiamenti. In meglio e in peggio. Per rimanere in Russia, i cambiamenti sono stati tanti e non è più certo l’Unione Sovietica. Mosca, per fare un esempio, oramai non ha nulla da invidiare, e anzi per molti aspetti si dimostra essere a livelli superiori, rispetto a qualsiasi metropoli cosiddetta “occidentale”. Ma lo stesso discorso si può fare per tante altre località della Russia. Certo, però, che la Russia è rimasta al tempo stesso uno dei pochi posti al mondo dove potersi rifugiare quando si ha bisogno di vivere in semplicità e tornare a vecchie tradizioni che oramai stanno sparendo ovunque.

Come mai preferisci bazzicare nei luoghi del Caucaso del Nord rispetto alle più comuni mete turistiche Mosca/ San Pietroburgo? Qui mi riallaccio alla domanda precedente. Nel Caucaso del Nord con le sue bellezze naturalistiche, poco conosciute e ancora quasi incontaminate, con la cordialità della gente, assaporando il buon cibo locale, imbattendosi nelle vecchie tradizioni, apprendendo da vicino la storia passata ma anche quella recente (seppur tragica), hai ancora la possibilità di potere uscire dalla frenesia e dalle abitudini alle quali sei abituato e riuscire a emozionarti. In Europa, la zona del Caucaso del Nord è una delle regioni, assieme a poche altre, nelle quali vivi davvero esperienze differenti, uniche e dove ancora trovi spontaneità e disponibilità.

Pensi che la Crimea possa diventare un punto d’interesse per i turisti italiani? Certamente. La Crimea è bellissima e offre tanto sia per il vacanziere in senso stretto che per il viaggiatore che vuole scoprire. La Crimea era una perla turistica prima e lo è anche ora, soprattutto alla luce degli investimenti che sono stati fatti o che sono in fase di compimento. L’unico problema è la campagna mediatica “occidentale” che identifica la Crimea come un posto pericoloso e militarizzato. Niente di più falso. E purtroppo il turismo ne risente anche per via delle sanzioni che la colpiscono e proibiscono nel modo più assoluto ad agenzie e sistemi di prenotazione on line di poter vender viaggi verso quella meta. Una grave ingiustizia che sostanzialmente colpisce l’economia locale e non consente a chi vuole viaggiare, ma non ha la possibilità di organizzare un viaggio in autonomia, di visitare uno dei posti più piacevoli d’Europa.

So che sei appena stato nel Donetsk, che situazione hai trovato? Si, come ho detto mi piace verificare le situazioni di persona in modo da potermi fare un’idea, se non precisa, almeno più vicina possibile alla realtà. Mi sono quindi recato a Donetsk per le celebrazioni dei 5 anni dalla nascita della Repubblica Popolare. Un’esperienza unica che mi ha fatto pensare e vedere come tanta gente vive orgogliosamente cercando di andare avanti ogni giorno pur avendo la spada di Damocle sulla testa. E non in senso figurato, visto che lì la guerra non è mai del tutto terminata.

Chi sono i turisti italiani che accompagni in questi posti meravigliosi, ma poco battuti dal turismo? Quale aspetto della Russia li colpisce di più? Viaggio per passione e viaggio sostanzialmente da solo o con amici. Negli ultimi anni, però, innamorandomi del “famigerato” Caucaso del Nord e frequentandolo con una certa assiduità, ho iniziato anche ad accompagnare viaggiatori interessati all’area o desiderosi di recarsi in luoghi diversi dalle solite mete. Sono stato il primo in Italia a farlo (solo ora qualcuno timidamente inizia a “emularmi”) e conosco i luoghi e il contesto talmente bene da esser considerato uno di loro dagli stessi abitanti locali. Sono molti i viaggiatori, italiani e stranieri, che cominciano ad avere voglia di visitare questa spettacolare area geografica e mi contattano per essere accompagnati o per avere informazioni su eventuali viaggi futuri. Nomi ancora oggi impronunciabili, purtroppo, considerati selvaggi quali il Dagestan, la Cecenia, l’Ossezia del Nord ma anche l’Ossezia del Sud, l’Abkhazia, il Kabardino-Balkarija, la regione di Stavropol sono in realtà posti nei quali si possono vivere esperienze uniche.

Qual è il viaggio che ti è rimasto più nel cuore? Domanda difficile alla quale rispondere, anche perché ho viaggiato in più di cinquanta paesi del mondo. Restando, però, qui, in ambito russofono e solo per esigenze di spazio, mi limito a ricordare il Kazakhstan, una bella avventura vissuta anni fa sugli Altaj al confine tra Russia e Cina. Poi voglio citare la mia prima volta in uno stato ex CSI, la Bielorussia, ci sono arrivato in bus, da solo e quasi completamente all’oscuro di tutto, persino dell’alfabeto cirillico. Ma fu amore a prima vista, considerato poi l’intensificarsi dei miei rapporti con questi luoghi.

Che cosa pensi dei russi? Da viaggiatore italiano, quali sono le difficoltà che hai riscontrato muovendoti in giro per la Russia? Per molti la prima impressione che hanno di un russo è quella di considerarlo rude, freddo, inospitale. Non è affatto così. Basta mettere da parte i pregiudizi e i preconcetti e s’incontreranno molte brave persone. Per il resto, l’aspetto che mi piace meno e che avverto spesso, dato che “interferisce” occupandomi di viaggi, è la mentalità burocratica che molti si portano ancora dietro dalla tradizione sovietica. Ma anche questo, in un certo senso, fa parte del folklore del viaggiare in Russia.

Cosa ti è piaciuto di più di Rostov sul Don? Sono stato a Rostov esattamente dieci anni fa. L’ ho trovata cambiata, in meglio, ed è una città che mi piacerebbe poter conoscere meglio in futuro. Credo sia una località piacevole in cui vivere o comunque trascorrere un periodo più lungo rispetto alla mia breve visita. E poi… possiamo quasi considerarla la porta d’ ingresso al Caucaso del Nord.
Grazie per l’attenzione e….. Ci rivediamo a Rostov sul Don! Foto di Maria Konopleva.