Abbiamo davanti una sfida epocale, che non è soltanto quella fondamentale della riduzione delle emissioni di Co2, ma anche quella di dare accesso all’energia a 800 milioni di persone, di cui 600 milioni sono nell’Africa subsahariana.

Oggi ci sono 2,7 mld di persone che hanno un accesso all’energia minimale con l’utilizzo di biomassa per cucinare”. Così Emma Marcegaglia, presidente dell’Eni, intervenendo oggi al XII Forum Economico Eurasiatico in corso a Verona fino a domani, 25 ottobre. Il presidente, dopo aver ricordato che Eni è da sempre legata alla Russia, ha sottolineato che: “L’obiettivo di riduzione del 45% delle emissioni al 2040 va di pari passo con l’aumento della domanda di energia dal 20 al 25% entro la stessa data.

Un processo, quello della transizione energetica – ha proseguito Marcegaglia – che non può che essere graduale e che non può fondarsi su dichiarazioni non veritiere che rischiano di causare danni alle aziende protagoniste di questo passaggio epocale”. Infatti, “Pensare e dire che tutto sarà fatto da rinnovabili è falso; pensare e dire che tutto sarà fatto dall’elettrificazione è falso e allo stesso modo pensare e dire che olio e gas non ci saranno più è altrettanto falso”. Per Emma Marcegaglia: “Non solo serve tempo, ma bisogna dire anche la verità. Petrolio e gas saranno ancora fondamentali. Nel 2040 rappresenteranno il 53% della produzione di energia, oggi sono al 54%. Le rinnovabili – ha concluso il presidente di Eni – sono sicuramente importanti ma non potranno rispondere alla domanda energetica. Nel 2040 queste copriranno solo il 16% del fabbisogno. Anche l’elettrificazione non è sufficiente: nel 2040 potrà arrivare a una copertura del 30%.