Virus. 2009. 80 x 60

La segregazione forzata ha favorito il ritrovamento d’archivio di un breve ma interessante scritto di Michele ROSA del 2008 relativo ad una serie di dipinti realizzati tra il 2008 e il 2009.

Quello dei virus come soggetto sembra un presentimento che Michele ROSA ebbe modo di trattare in termini programmatici e  pittorici già a partire da quegli anni, sebbene allora trattati come elementi di un processo vitale.

Alcuni dei dipinti annunciati nello scritto fanno parte della collezione dell’ambasciata d’Italia in Lussemburgo dal 2019 (come il n. 6, 7, 8. e 9 del seguente link: rosamichele.it) e contenuti nel relativo catalogo (“Un frammento di vita – MICHELE ROSA“, a cura di Alfio Borghese, Ed. Clexidra, 2019, SBN=IT\ICCU\VEA\1280828)  che pone un inequivocabile termine “ante quo” rispetto alla attuale pandemia.

Da sinistra: Natura 2. 2009. 100 x 100 – Virus tra le cellule. 2009. 60 x 50 – Virus. 2009. 80 x 90 – Natura 1. 2009. 73 x 114

Sora, 12.12.2008. VIRUS. È un fatto che la vita dell’uomo sulla terra sia breve, e quanto più passano i suoi giorni, tanto più ciascuno percepisce la provvisorietà della propria condizione. Avverto l’esistenza instabile e precaria per la suscettibilità agli agenti aggressivi, invisibili ma non per questo inesistenti. Intuisco l’incombenza di un evento sconvolgente.

Esaurita la serie “Contaminazioni”l risalente al 2002 e ispirata dalla modella Federica nella quale appare chiara la fragilità del corpo – seppur nella sua imperfezione di essere vivente e la corruttibilità alle esposizioni batteriche – la mia attenzione si sposta di poco.

Virus. 2009. 52 x 78

Parlo ora dei virus, che personalmente definisco come l’anello della catena in grado di aprire e chiudere il ciclo della natura.

L’interesse per questo segmento di scienza sorge da quando si parla del virus come importante entità submicroscopica all’origine della vita stessa, o nel cosiddetto processo di “auto-organizzazione” nel quale sarebbe coinvolto l’ormai famoso Eigen-WilkinsMechanismus per la genesi degli esseri viventi. Abbiamo così un piccolo ma ambizioso spiraglio scientifico sulla comprensione dei processi evolutivi che interessano organismi come i virus (o i batteri). E per molti un concetto di grande aiuto nello spiegare i primi stadi dell’origine della vita, naturalmente se combinata a particolari condizioni fisico-chimiche.

Curioso e singolare come i virus – di per se stessi grezzi micro-organismi, sebbene privi di una cellula propria – possano nella loro imperfezione, causando contagi o pestilenze, togliere la stessa vita a grappoli, fare stragi con atroci effetti. Virus per accendere casualmente la vita e per spegnerla inesorabilmente, micro-entità che influiscono sull’andamento del mondo non ultimo sui processi demografici. Virus che tuttavia rappresentano il calmieratore di falsi miti, ammortizzatore di smisurate ambizioni materialiste, in una Terra sulla quale sembra non esserci più posto alcuno per l’uomo quale soggetto responsabile di atti eccessivi, di presuntuose alzate di testa contro la Natura e contro se stesso.

Virus e DNA. 2009. 103 x 82

Non cado nella trappoli della casualità degli eventi. La deriva del cosiddetto ateismo scientifico è figlia della disumanità.

L’umano imbizzarrito che si allontana dalla spiritualità è domato da Dio.

Fiaccato dal Garante dell’equilibrio universale nel quale i virus giocano da contraltare alle irriguardose azioni della collettività insolente.
Michele ROSA

1 Lorenzo Arnone Sipari, Alessia Perrotta, Viaggio nel colore, Camera di Commercio di Frosinone, Frosinone 2004, p.23. 2 Manfred Eigen, Peter Schuster, The Hypercycle – A Principle of Natural Self-Organization. Springer-Verlag, Berlin 1979.