Il progetto OperaSwing nasce nei primi mesi del 2017 dall’esigenza di superare i confini fra generi musicali e dal desiderio di proporre alle orecchie di un pubblico nuovo un repertorio straordinario che alle ultime generazioni suona a volte incomprensibile.

OperaSwing propone quindi l’incontro tra le più belle arie d’opera in paticolar modo Verdiane, ma anche di compositori quali Mascagni e Puccini con il ritmo travolgente dello swing. Si va così a creare un’atmosfera magica che coinvolge, emoziona e divertente. Le musiche sono eseguite con strumenti acustici utilizzati in quel periodo come il clarinetto, il contrabbasso, il pianoforte, la tromba, le percussioni.

Gli arrangiamenti sono del maestro Gianluca Campanini al pianoforte, la voce del tenore Pietro Brunetto, al clarinetto il maestro Gabriele Campanini, al contrabbasso il maestro Stefano Carrara, i ritmi sono del maestro Lorenzo Gaibazzi.

Due mondi, due generi, due grandi epopee che si sfiorano, ma non si incontrano mai sullo stesso palcoscenico. La grande musica americana e il bel canto Italiano, nati l’uno sulle rive del Grande fiume, l’altra su quelle del Missisipi…l’obiettivo è una grande immensa ambizione il cui fine è farli incontrare e creare un’alchimia di emozioni e trasformarli in qualcosa di nuovo o forse d’antico: un’opera swing.

Lo spettacolo è ambientato al Savoy Ballroom di Harlem, New York City la celebre sala da ballo nota come “The Home of Happy Feet”. Un luogo, per l’epoca ossia inizio 1900, simbolo dell’integrazione fra i popoli. Molti cantanti italiani hanno portato qui la lirica e si alternavano serate con lo swing.

Durante lo spettacolo in scena dodici ballerini della Casteldardo Dance School in costume d’epoca che vanno a ricreare l’atmosfera di quegli anni grazie alle coreografie di Stefano Chini e Paola Minardi. Sullo sfondo del teatro, possiamo assistere al susseguirsi di immagini che vanno a completare lo spettacolo attraverso una narrazione visiva accompagnata dal racconto dell’attrice Daniela Stecconi e di Gabriele Campanini.