Quali sono le emozioni che la quarantena imposta dall’emergenza COVID-19 ha scaturito in noi? In Roma città chiusa, l’autrice Caterina Boccardi racconta le sue paure, le sue sensazioni e le sue speranze verso la città eterna.

Caterina Boccardi romana, dove lavora come istruttrice di nuoto sincronizzato e di nuoto. Ha iniziato a nuotare all’età di tre anni sotto lo sguardo vigile dei suoi genitori. A sei anni entra a far parte del settore agonistico di nuoto e nuoto sincronizzato.

Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione ha conseguito un Master in PNL (Programmazione neuro Linguistica). Ha sempre fatto della comunicazione uno stile di vita, comunicare è un bisogno primario, sia per l’uomo che per gli animali. Lo sport è per la Boccardi qualcosa di immenso un elisir della  felicità, qualcosa di cui non potrebbe farne a meno, una passione: “quando nuoto non penso, mi rilasso”. Quando non nuota adora scrivere. Autrice del romanzo E Quindi?!, edizioni Alter-Ego, dove per l’intera narrazione ci si trova immersi nell’acqua, la, Boccardi è uscita questa estate con il suo secondo romanzo Verde Pallido dove riappare l’elemento acqua ed ora alle prese con la sua nuova opera, Roma città chiusa, delle riflessioni sul Covid e su come lei è gli italiani vivono questa guerra. Spazia dall’acqua, alla scrittura, al teatro passando per la televisione e al cinema vivendo il tutto con entusiasmo e passione.

Nuove voci. Prefazione di Barbara Alberti. Il prof. Robin Ian Dunbar, antropologo inglese, si è scomodato a fare una ricerca su quanti amici  possa davvero contare un essere umano. Il numero è risultato molto molto limitato. Ma il professore ha dimenticato i libri, limitati solo dalla durata della vita umana. È lui l’unico amante, il libro. L’unico confidente che non tradisce, né abbandona. Mi disse un amico, lettore instancabile: Avrò tutte le  vite che riuscirò a leggere. Sarò tutti i personaggi che vorrò essere. Il libro offre due beni contrastanti, che in esso si fondono: ci trovi te stesso e insieme una tregua dall’identità. Meglio di tutti l’ha detto Emily Dickinson nei suoi versi più famosi.

Non esiste un vascello come un libro
per portarci in terre lontane
né corsieri come una pagina
di poesia che s’impenna.
Questa traversata la può fare anche un povero,
tanto è fragile il carro dell’anima