Tellaro

A Tellaro ogni discorso mortale

finisce quando il mare è lunare

e le parole cantano inservibili,

fuggono verso l’acqua,

fluidi fuochi che il mondo liquido

lascia nel mondo terrestre.

Dopo quelle parole

chi reindosserà la maschera

chi tenterà la penultima parola.

Ogni discorso di morte

finisce quando il mare è lunare

e le parole inservibili

inventano la dea bianca e il demone scuro,

nessuno le scrive più,

si mostrano vertigini e specchi,

terra non terrena da abitare.

A Tellaro ogni fuga è non fuggire

dalla piazza nera e bianca.

Marco Ercolani

 

Marco Ercolani nasce a Genova nel 1954. Tra le sue ossessioni il tema dell’apocrifo, il nodo arte/follia, la poesia contemporanea. Narrativa: Col favore delle tenebre; Aleksander Blok. Taccuini 1902-1921; Vite dettate; Sindarusa; Lezioni di eresia; Carte false; Il mese dopo l’ultimo; Taala; Il demone accanto; Discorso contro la morte; A schermo nero; Turno di guardia; Camera fissa; Prose buie; Preferisco sparire. Colloqui con Robert Walser 1953-1956; Atti di giustizia postuma; Destini minori. Poesia: Il diritto di essere opachi; Si minore, Nel fermo centro di polvere. Saggistica: Il tempo di Perseo; L’opera non perfetta; Fuoricanto; Vertigine e misura; Il poema ininterrotto. Suoi aforismi sono raccolti in Nottario e Sentinella. Con Lucetta Frisa cura i “Libri dell’Arca” per le Edizioni Joker e pubblica: Détour; L’atelier e altri racconti; Nodi del cuore; Anime strane; Sento le voci; Il muro dove volano gli uccelli e Diario doppio. Ha vinto il Premio Montano, il Premio Morselli e il Premio internazionale per l’aforisma Torino in sintesi. www.marcoercolani.it